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Arrivano le mimose. Come piantarle, conservarle e... mangiarle

17 giu 2016

mimosa L'inverno di quest'anno è stato clemente e molti alberi di mimosa sono già in fiore, uno spettacolo per gli occhi e per i sensi, che si riempiono dei suoi profumi delicati e della bellezza puntiforme e soffice di questa autentica meraviglia di Madre Natura. Le mimose sono simbolo della giornata internazionale della donna, che si festeggia l'8 marzo e che comunemente si conosce, in Italia, come Festa della Donna. Se la giornata della donna si ricorda in tutto l'occidente, l'associazione tra la celebrazione e i fiori di mimosa è una prerogativa tutta italiana e nasce nel secondo dopoguerra, più precisamente nel '46, quando alcune donne attiviste dell'UDI (Unione Donne Italiane) scelsero il fiore come simbolo della prima Giornata della Donna ufficialmente inserita nel calendario del nostro Paese. Al di là, però, del significato storico e del rimando all'emancipazione delle donne italiane, la mimosa non è un arbusto autoctono. Proviene anzi dalla lontana Tasmania e fu portato da noi solo alla fine del 1800 per utilizzarla come pianta ornamentale, visto il suo straordinario colore e la sua particolarissima infiorescenza che raggiunge il massimo picco di fioritura proprio tra febbraio e marzo.

Coltivare la mimosa in casa: come fare

pianta di mimosa Se ti piacciono particolarmente i suoi fiori o ami il suo delicato profumo, puoi provare a coltivare la mimosa in giardino, in terrazzo o in balcone. Innanzitutto, quando scegli di acquistare una pianta di mimosa, ricordati che si tratta pur sempre di un arbusto di origini subtropicali che quindi teme il freddo e non ama gli sbalzi termici. Per questo dovrai ricordarti di scegliere una posizione giusta, in un angolo riparato dal vento e dalla pioggia e possibilmente ben esposto al sole. Se la mimosa vive in vaso, sul balcone, sarà meglio spostarla durante l'inverno all'interno o sotto una serra, ma se hai la fortuna di avere un giardino e hai scelto di posizionarla tra altre piante, dovrai ricordarti di preservarla dalle gelate invernali e di coprirla con un velo di protezione (tipici sono i panni di tessuto-non-tessuto). In ogni caso posizionala a sud, sarà sicuramente il posto più caldo e soleggiato. Comunque sia è sempre meglio scegliere di acquistare una pianta di mimosa di almeno 3 anni, che abbia radici solide e che sia già temprata a sufficienza. Solitamente in commercio si trovano piccoli arbusti, alti fino a un metro e mezzo, una dimensione giusta per provare a far crescere una pianta tutta tua. Solitamente la mimosa non ha bisogno di molta acqua, solo d'estate, quando è particolarmente caldo, dovrai innaffiarla tutte le sere. Se hai necessità di potarla potrai farlo solo dopo la fioritura mentre per cambiarla di vaso, se è cresciuta troppo, ti consiglio di aspettare settembre.

Il profumo di mimosa tutto l'anno

potpourri con mimose Ami il profumo della mimosa e ti piacerebbe poterlo sentire tutto l'anno? Non ti resta che essiccare le infiorescenze gialle e creare il tuo pot-pourri alla mimosa. Per farlo dovrai aspettare che i fiori siano al massimo del loro fulgore e solo allora potrai raccoglierli per farli seccare. Una volta raccolto il mazzetto di mimose potrai avvolgerlo in una carta trasparente, di quelle che usano i fiorai e poi dovrai legare la base dei rami ben stretta, come a formare un bouquet. Appendi il mazzolino "a testa in giù" facendo passare uno spago intorno alla base dei rami e conservalo in una stanza poco luminosa e fresca, possibilmente ventilata. Il luogo ideale è una soffitta dove nel giro di 40 o 50 giorni avrai un mazzo di mimose perfettamente essiccato. A questo punto potrai eliminare la carta trasparente e tenerlo così com'è, a forma di mazzetto da mettere in un vaso, oppure potrai delicatamente staccare tutte le "palline" e le poche foglie per realizzare un profumatissimo pot-pourri.

La corteccia di mimosa, una medicina naturale

mimosa nella medicina orientaleLa mimosa nella medicina orientale

La corteccia di mimosa essiccata e ridotta in polvere, libera dei principi attivi che erano noti alla medicina cinese sin dall'antichità. Tra gli usi più interessanti dell'unguento realizzato con la polvere di corteccia di mimosa c'è quello come lenitivo per le ustioni cutanee, un rimedio naturale ma estremamente efficace che fu persino adoperato - con ottimi risultati - dopo la tremenda sciagura industriale del 1984 in Messico, quando esplosero 54 contenitori di gas naturale, distruggendo un'intera cittadina e lasciando oltre 5 mila persone ferite da tremende ustioni. Fu in questa occasione che tantissimi furono curati con unguenti naturali a base di corteccia di mimosa, una pianta oggi estremamente diffusa anche in Messico. Oltre ciò, la mimosa è nota come stimolante dell'umore tanto che nella medicina cinese veniva indicata come "corteccia della felicità collettiva". Oggi si possono trovare unguenti e tinture madri anche in erboristeria. Ottime le capsule come richiamo immunitario e come prevenzione per tosse e raffreddore.

La mimosa in cucina? Sì, si può anche mangiare

Pochi sanno che i fiori di mimosa sono commestibili. Metti da parte il pregiudizio e prova questa semplice ricetta che sicuramente lascerà senza fiato le tue amiche, specialmente se la preparerai per loro l'8 marzo. Non parlo della "famosa" torta mimosa, dove del fiore d'acacia si ricorda solo la consistenza, né di altre preparazioni che ne imitano l'aspetto estetico ma dove, in realtà, la mimosa non compare tra gli ingredienti. 

Ricetta della frittella di mimose

frittelle di mimosa La prima avvertenza è di non usare fiori acquistati dal fioraio né, tanto meno, acquistati al semaforo. È fondamentale in questo caso avere a disposizione una pianta lontana dalla strada e da fonti di inquinamento che sia adulta e piantata in terra. Una volta raccolte, dovrai eliminare la polvere superficiale e per farlo potrai sciacquare i rametti sotto un leggero getto d'acqua. Visto che non potrai lavare in modo profondo i fiori, altrimenti tutto il buon polline scivolerebbe via, è ancora più importante scegliere una pianta "pulita". Mentre i rametti asciugano, scarta i gambi più legnosi, lasciando solo i piccoli mazzettini di infiorescenze, legati da steli sottili e teneri. Prepara una pastella leggera con farina di riso, birra tipo Pilsner e sale (ti sconsiglio di usare birre più strutturate perché sarebbero troppo amare per questa preparazione). Immergi i rametti nella pastella e fai scaldare bene l'olio in una padella. A questo punto versa il composto nell'olio bollente con l'aiuto di un cucchiaio: dovrebbero formarsi tante frittelline tonde, con i ramoscelli di mimosa all'interno.  Per servirle potrai scegliere un accompagnamento salato, ad esempio sono ottime su un tagliere di formaggi a pasta morbida (taleggio, brie, toma), oppure spolverate di zucchero a velo, come dessert di fine pasto. In questo secondo caso potrai aggiungere al composto anche uvetta e un po' di liquore.

Usa la linea Petra in cucina

padella petra kasanova 

Written by Lisa De Leonardis

Sono giornalista, ma dedico la vita lavorativa al marketing del cibo e del vino. Sono cresciuta nella meravigliosa campagna abruzzese tra carciofi, fave e pomodori, ma amo la cucina internazionale, specie quella orientale. Su questo blog mi occupo di scrivere e gestire i contenuti sulla cucina. www.lisadeleonardis.it

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