La lavastoviglie è una grande alleata in cucina, ma non tutti gli oggetti possono essere lavati allo stesso modo. Infatti, materiali, rivestimenti, decorazioni e componenti possono risentire delle alte temperature, dell’azione dei detergenti o dei getti d’acqua.
Prima di inserire pentole, bicchieri, utensili o contenitori in lavastoviglie è quindi importante verificare che siano adatti a questo tipo di lavaggio.
Vediamo quali indicazioni controllare, come riconoscerle e quali sono i materiali e gli oggetti che, in molti casi, è preferibile lavare a mano.
Come capire se un prodotto si può lavare in lavastoviglie?


Il materiale è sicuramente un primo indizio, ma non è sufficiente per stabilire se un prodotto può essere lavato in lavastoviglie. Due oggetti realizzati nello stesso materiale possono infatti avere rivestimenti, decorazioni, manici o componenti differenti e richiedere modalità di pulizia diverse.
Prima del primo lavaggio, la soluzione più sicura è quindi controllare sempre le indicazioni fornite dal produttore. L’informazione può trovarsi sul prodotto stesso, sulla confezione o sull’etichetta, nelle istruzioni d’uso oppure nella scheda tecnica disponibile online.
Per rendere questa informazione facilmente individuabile già al momento dell’acquisto, sul sito KASANOVA trovi la voce “Uso in lavastoviglie” all’interno delle Specifiche tecniche della scheda prodotto. Qui puoi verificare se l’articolo è adatto alla lavastoviglie e conoscere eventuali indicazioni particolari per il lavaggio, come l’utilizzo di programmi a bassa temperatura.
Come riconoscere il simbolo della lavastoviglie?
I simboli da riconoscere


Non esiste un unico simbolo universale che identifichi tutti i prodotti lavabili in lavastoviglie. Le rappresentazioni possono cambiare a seconda del produttore, ma le più comuni raffigurano piatti, bicchieri o stoviglie accompagnati da gocce o getti d’acqua, oppure posizionati all’interno di un cestello.
Può comparire anche un’indicazione che limita il lavaggio al cestello superiore, generalmente utilizzato per gli oggetti più sensibili al calore.
È importante inoltre non confondere il simbolo della lavastoviglie con quello formato da bicchiere e forchetta: quest’ultimo indica l’idoneità del materiale al contatto con gli alimenti, ma non significa automaticamente che il prodotto possa essere lavato in lavastoviglie.
Materiali e oggetti da non mettere in lavastoviglie
Non esiste una regola valida indistintamente per ogni prodotto. Ci sono però alcuni materiali e tipologie di oggetti che richiedono maggiore attenzione e per i quali il lavaggio a mano è spesso la soluzione più indicata.
Legno e bambù: meglio il lavaggio a mano
Taglieri, mestoli, ciotole e utensili con parti in legno o bambù sono generalmente poco adatti alla lavastoviglie. Il calore e l’umidità del ciclo di lavaggio possono far gonfiare il materiale e, nel tempo, favorire deformazioni, crepe o alterazioni della finitura.
È quindi preferibile lavarli a mano, evitando di lasciarli immersi a lungo nell’acqua e asciugandoli accuratamente dopo il lavaggio.


Ghisa: attenzione alla ruggine
Le pentole e le padelle in ghisa richiedono una cura particolare. Il lavaggio in lavastoviglie può compromettere lo strato protettivo presente sulla superficie e lasciare il ferro maggiormente esposto alla formazione di ruggine.
Per questo la ghisa tradizionale va generalmente lavata a mano e asciugata subito. Anche in presenza di ghisa smaltata è comunque opportuno seguire le indicazioni specifiche del produttore.
Rame, ottone e altri metalli delicati
Pentole, utensili e oggetti in rame, ottone e altri metalli delicati possono risentire delle alte temperature e dell’azione dei detergenti utilizzati in lavastoviglie. Il risultato può essere perdita di brillantezza, scolorimento o alterazione della superficie. In questi casi il lavaggio a mano è generalmente la scelta migliore per preservarne più a lungo l’aspetto.
Alluminio: dipende dal prodotto
L’alluminio merita qualche attenzione in più, perché non è corretto considerarlo automaticamente incompatibile con la lavastoviglie.
Alcuni oggetti possono infatti scurirsi, macchiarsi o scolorirsi durante il lavaggio, soprattutto in funzione della lavorazione del materiale, del rivestimento e del tipo di detergente utilizzato.
Questo non significa però che tutte le pentole in alluminio debbano essere lavate a mano. Rivestimenti, finiture e caratteristiche costruttive possono renderle compatibili con la lavastoviglie, talvolta con alcune limitazioni. È quindi uno dei casi in cui controllare le indicazioni del produttore è particolarmente importante.
Pentole e padelle antiaderenti: controlla il rivestimento
Lo stesso principio vale per pentole e padelle antiaderenti. Non tutti i rivestimenti hanno infatti le stesse caratteristiche e alcuni prodotti sono espressamente progettati per poter essere lavati in lavastoviglie.
In altri casi, anche quando questo tipo di lavaggio è consentito, può essere consigliato quello manuale per preservare più a lungo il rivestimento e le finiture. Prima di scegliere il programma è quindi sempre meglio verificare le indicazioni relative allo specifico prodotto.


Cristallo e vetri delicati: non tutto il vetro è uguale
Bicchieri, piatti e contenitori in vetro e in borosilicato possono essere spesso lavati in lavastoviglie. Maggiore attenzione è da riservare al cristallo, al vetro decorato, dipinto a mano o particolarmente sottile.
Lavaggi ripetuti, temperature elevate e detergenti possono favorire l’opacizzazione o il deterioramento delle superfici più delicate. Inoltre, il movimento e il contatto con altre stoviglie possono aumentare il rischio di scheggiature o rotture. Anche in questo caso, quindi, è meglio non utilizzare genericamente il materiale “vetro” come unico criterio di scelta.
Ceramica e porcellana: attenzione alle decorazioni
Piatti, tazze e ciotole in ceramica o porcellana di uso quotidiano sono spesso lavabili in lavastoviglie.
A richiedere maggiore cautela sono soprattutto gli oggetti dipinti a mano, artigianali oppure decorati con bordi o dettagli metallici, che potrebbero scolorirsi o perdere parte delle finiture durante il lavaggio.
Non è quindi la ceramica in sé a determinare sempre la modalità di pulizia: anche in questo caso contano le caratteristiche del singolo prodotto.
Coltelli da cucina: meglio proteggere lama e manico
Per i coltelli da cucina più affilati o di qualità è generalmente preferibile il lavaggio manuale. Gli urti contro le altre stoviglie durante il ciclo possono contribuire a rovinare il filo della lama.
Va inoltre considerato il materiale del manico: legno, parti incollate o altri componenti delicati possono deteriorarsi con l’esposizione prolungata a calore e umidità. Il lavaggio a mano permette quindi di proteggere meglio sia la lama sia le altre componenti del coltello.


Plastica: cerca sempre l’indicazione di lavaggio
Non tutta la plastica reagisce allo stesso modo alle alte temperature. I contenitori rigidi espressamente dichiarati compatibili possono essere lavati in lavastoviglie, mentre plastiche sottili o non resistenti al calore possono deformarsi.
Su alcuni articoli può inoltre essere indicato il posizionamento nel cestello superiore, maggiormente adatto ai prodotti più sensibili alle temperature elevate. Anche in questo caso, prima del lavaggio è importante cercare il simbolo o l’indicazione specifica del produttore.
Contenitori termici e oggetti composti da più materiali
Un ultimo caso importante riguarda gli oggetti che non sono realizzati in un unico materiale.
Borracce, tazze termiche, coperchi, utensili e contenitori possono integrare guarnizioni, rivestimenti isolanti, parti incollate o componenti differenti. Il calore e l’acqua possono compromettere alcune di queste parti o, nel caso dei contenitori termici, alterarne la capacità isolante.
Per questi prodotti è quindi particolarmente importante non fermarsi al materiale esterno, ma verificare le indicazioni di lavaggio dell’oggetto completo.
Lavastoviglie sì, ma con il programma giusto


La compatibilità con la lavastoviglie non è sempre un semplice sì o no. Alcuni prodotti possono essere lavati in lavastoviglie, ma richiedono temperature più basse per proteggere meglio rivestimenti, colori, finiture o componenti.
Per aiutarti a individuare facilmente queste indicazioni, nelle Specifiche tecniche dei prodotti sul sito KASANOVA puoi consultare la voce “Uso in lavastoviglie”. Se trovi la dicitura “lavabile in lavastoviglie a bassa temperatura”, scegli uno dei programmi a temperatura ridotta disponibili sulla tua lavastoviglie, verificando sempre l’eventuale limite indicato nelle istruzioni del prodotto.
Molte lavastoviglie dispongono infatti di cicli delicati o a temperature più contenute rispetto ai programmi standard. Se, ad esempio, il prodotto riporta un limite di 45 °C, è importante selezionare un programma che non superi questa temperatura. Questo piccolo accorgimento aiuta a preservare le caratteristiche del prodotto, senza rinunciare alla praticità della lavastoviglie!
E cosa può andare in lavastoviglie?


Dopo tutte queste eccezioni, viene spontaneo chiedersi: cosa possiamo invece mettere in lavastoviglie senza troppe preoccupazioni?
Acciaio inox, vetro, ceramica, silicone e alcune plastiche sono tra i materiali più frequentemente compatibili con questo tipo di lavaggio. Anche in questi casi, però, è sempre il singolo prodotto a fare fede: una decorazione, un rivestimento particolare, un manico o un componente realizzato in un materiale diverso possono richiedere qualche attenzione in più.
Piatti e bicchieri di uso quotidiano, posate in acciaio inox, contenitori e utensili dichiarati lavabili in lavastoviglie possono quindi essere inseriti normalmente, scegliendo il programma più adatto alle indicazioni del produttore.
Prima del primo lavaggio basta una semplice verifica. Un piccolo gesto che permette di utilizzare correttamente pentole, stoviglie e utensili e di mantenerne più a lungo caratteristiche e finiture.
Utilizzo dell'AI
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