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La moda riporta in auge la cerimonia del tè

20 giu 2016

Rito del tè

Il rito del tè è stato per anni ignorato e snobbato, soprattutto in Italia dove la maggior parte delle persone, come da tradizione, preferisce bere un bel caffè ristretto. Nella mente degli scettici, il tè è spesso collegato erroneamente all'idea delle bustine che colorano debolmente l’acqua bollente ma - come dire? - dove non può la curiosità, può la moda! Negli ultimi anni c'è stata una vera riscoperta e la moda del tè ha assunto tinte chic e di tendenza, tanto da diventare un appuntamento (quasi) irrinunciabile. Spogliato del suo sapore di rito "british" associato spesso con un ché di rigido e asettico, il rito del tè non appartiene più alla Londra old style, dove signore di mezza età, con guanti e cappello, sorseggiavano con fare snob la bevanda. Il nuovo tea time è diventato un rito privato, esclusivo, che ha conquistato anche le ragazze di oggi. Ricevere a casa le amiche per il tè delle 5 è, dunque, tornato di moda. Due chiacchiere, qualche confidenza e piccoli segreti si condividono meglio davanti a una tazza fumante. Se poi scegli di utilizzare il servizio buono, le ceramiche della nonna e le alzatine colorate dal sapore anni '50 allora il tuo tè con le amiche assumerà un'aria vintage davvero glamour. Mode a parte, il tè è una bevanda dalle origini millenarie e dalle mille sfumature, dalle qualità differenti e dai profumi unici. Pronta a scoprirne tutti i segreti?

Il rito del tè: qualche curiosità

moda vintage del te Un arbusto con piccoli boccioli bianchi, simili a roselline: ecco come si presenta la pianta del tè, originaria della Cina, del Tibet e dell’India del Nord. Il primo botanico europeo a descriverla fu uno svedese, Carl Von Linne (Linneo) che, nel 1753 la chiamò Thea Sinensis, cioè Tè cinese. Giunto in Europa nel 600, grazie ai mercanti della Compagnia delle Indie orientali olandesi, oggi il tè è la bevanda più consumata al mondo, dopo l’acqua. Il tè in bustina, però, è una trovata dei nostri giorni e per giunta tutta europea. Nel resto del mondo il modo più consueto di consumare il tè è ancora utilizzare quello in foglie. Per i giapponesi è la bevanda protagonista di una vera e propria cerimonia. In Cina, la preparazione del tè è un’arte, con regole codificate e tramandate di generazione in generazione:

l’acqua è la madre del tè, la teiera suo padre e il fuoco il suo maestro

Hai appena letto un antico detto cinese. Non esistono bustine preconfezionate, ma foglie lasciate in infusione, seguendo procedure particolari, fino a ottenere una bevanda aromatica e dal sapore intenso e gradevole, leggermente amaro. Un buon vino può costare da pochi a centinaia di euro, a seconda dell’annata, del vitigno e della provenienza. Lo stesso vale per il tè: come l’uva, anche il suo sapore è influenzato dall’altitudine e dal clima. Al momento della raccolta, il coltivatore deve sempre valutare la velocità del vento, la presenza di nuvole o del sole. Non solo, il sapore del tè sembra essere influenzato anche dall’ora e giorno della raccolta. Inoltre - non tutti lo sanno - anche il tè ha la sua stagionalità, che va rispettata. La primavera è la stagione migliore perché proprio allora avviene la raccolta dei tè nuovi. Il tè bianco e quello verde raffreddano l’organismo, secondo la Medicina tradizionale cinese, quindi saranno perfetti d’estate. In autunno dovrai prediligere il tè Oolong e quello nero, perché le temperature iniziano ad abbassarsi e queste tipologie di tè contribuiscono a riscaldare. Anche in inverno sarà perfetto il tè nero, con l’aggiunta di cannella e bacche di goji. Ma quanti tipi di tè esistono? Secondo i cinesi, veri intenditori, ne esistono diecimila, ma in realtà è solo un numero indicativo, per sottolineare la grande varietà di foglie appartenenti a questa pianta.

Un naturale rimedio antietà con il tè bianco

Trovi che il tè abbia un sapore troppo intenso per il tuo palato? Prova il tè bianco, dal colore chiaro e dal gusto delicato, a volte mielato. Si tratta della tipologia più pregiata, perché non subisce alcun processo di trasformazione, tranne l’essicazione. Il risultato è un tè naturale, che mantiene intatte le sue proprietà: aumenta le difese immunitarie e riduce lo stress. Il suo nome deriva dalla peluria bianca che si trova sulle gemme. Il tè bianco, più che ogni altra specie, è fonte di polifenoli che hanno una importante funzione antiossidante riducendo l'invecchiamento cellulare. Tra i polifenoli contenuti nel tè bianco le più importanti e uniche sono le catechine in grado, secondo studi medici, di contrastare l'incidenza di eventi importanti come l'ictus, migliorando l'attività cardiovascolare e contrastando il diabete.

La dolcezza del tè giallo

te giallo Se sei un intenditore, ti consiglio di provare il tè giallo, dal sapore leggermente zuccherato e dal retrogusto di noce. Si tratta, anche in questo caso, di una tipologia di tè proveniente dalla Cina e che viene lavorata a partire dal tè verde. La sua sfumatura giallastra che lo caratterizza viene conferita dalla particolare lavorazione alla quale vengono sottoposte le foglie. È un tè piuttosto raro, ancora poco diffuso in Europa e ha la caratteristica di avere una bassa percentuale di caffeina, quindi può essere consumato più frequentemente. Oltre ciò svolge una buona azione protettiva su cuore e vasi sanguigni perché sarebbe in grado di aumentare la concentrazione di colesterolo buono nel sangue.

Il tè nero, se ti piace intenso e avvolgente

te nero Ami i sapori decisi? Il gusto intenso e avvolgente del tè nero ti conquisterà. Esistono molte varietà di tè nero, come quello dal sapore lievemente affumicato, o quello dall'aroma di bosco. Il tè nero si differenzia dagli altri per il processo di fermentazione totale che subisce. Il suo colore in tazza è lievemente ambrato e può avere differenti origini. C'è il tè nero cinese, ma lo troviamo anche in India e Taiwan. È ricco di teofilina, sostanza che aiuta nella terapia delle bronchiti e dell’asma. Secondo alcuni studi sarebbe anche un valido aiuto nel contrasto di carie e resistenza di denti e ossa. Attenzione, però. Se hai problemi di insonnia o anemia dovresti evitare il tè nero perché, oltre a un contenuto di caffeina più sostenuto delle altre qualità di tè, riduce l'assimilazione del ferro.

Il medicamento naturale si chiama tè verde

te verde raccolta Disintossicante, drenante e rimineralizzante, il tè verde è la bevanda più amata dai salutisti. Il suo gusto è delicato e rotondo, a volte può sembrare secco e acidulo: naturalmente dipende dalle qualità e dalla diluizione. Il tè verde è una scoperta piuttosto recente per l'occidente, ma acclarate le sue proprietà è diventato, in breve tempo, uno dei tipi di tè più richiesti e venduti. Per gustarlo al meglio dovrai resistere alla tentazione di dolcificarlo con miele o zucchero, altrimenti annullerai ogni beneficio. Definito anche “tè non fermentato”, il tè verde, dal sapore rinfrescante e aromatico, è composto da foglie sottoposte a un processo termico di stabilizzazione, in grado di inibire l’ossidazione. È grazie a questo trattamento che la bevanda assume sfumature verdi. Il tè verde facilita la digestione e aiuta la concentrazione, seda il senso della fame e sembra sia anche in grado di ridurre l'assorbimento dei grassi contribuendo al dimagrimento. Come se non bastasse, il tè è un antibatterico naturale e può essere efficace anche per curare ferite superficiali o per fare sciacqui in caso di infezioni del cavo orale.

Per tutto il giorno c'è il tè rosso (rooibos)

Se cerchi un tè leggero, naturalmente dolce, da degustare, caldo, tutto il giorno, il tè rosso è la bevanda perfetta. In realtà prende il nome dal rooibos, una pianta coltivata in Africa, ricca di foglie, dal colore rosso brillante, che vengono raccolte ed essiccate nella sua zona d’origine. Si tratta di un tè che contiene basse quantità di tannini ed è totalmente privo di caffeina. In Africa è considerato un vero elisir di lunga vita. Il tè rosso africano contiene vitamina C e per questo è perfetto per i mesi invernali quando c'è bisogno di un aiuto per superare le stagioni fredde senza prendere influenze e raffreddori.

Le origini del rito del tè inglese

te inglese Dalla Cina, all’India, al Giappone, passando per l’Africa e lo Sri Lanka, tra i principali produttori (e consumatori) occidentali di questa bevanda c’è l’Inghilterra, con il celeberrimo English Breakfast Tea, una delle tante miscele tipicamente britanniche. Questo Paese è considerato la patria occidentale del tè. I numeri parlano chiaro: gli inglesi bevono in media 165 milioni di tazze di tè al giorno. La tradizione inglese del tea pomeridiano o afternoon tea pare abbia avuto inizio con la settima duchessa di Bedford, a metà Ottocento. Questa consuetudine riscosse immediatamente un gran successo e un forte seguito. A quel tempo, il pranzo veniva servito presto e la cena tardi, quindi la duchessa, avvertendo fra le tre e le quattro del pomeriggio, un leggero languorino, iniziò a prendere il tè, insieme a un leggero pasto. Sembra che la cosa sia piaciuta davvero molto, visto che da allora è rimasta la consuetudine.

Prepariamo insieme il vero tè inglese

sandwich inglesi Vuoi preparare un vero tè, secondo la tradizione inglese? Allora dovrai cambiare un po' il tuo modo di preparalo. Tieni presente questi suggerimenti: innanzitutto non utilizzare le bustine, ma il tè sfuso, da conservare in contenitori ermetici per evitare che luce, caldo e umidità alterino il suo sapore. Per quanto riguarda l’acqua, sceglila leggera, poco alcalina, più pura possibile, perché ogni elemento estraneo (il cloro, ad esempio) modificherebbe il sapore finale. Scalda la teiera e poi dosa il tè sfuso. La misura perfetta è un cucchiaino per ospite, più un cucchiaino extra "for the pot" (per la teiera), versa l'acqua bollente sulle foglie, lascia in infusione per 3-5 minuti. Mescola e servi in tazze esclusivamente in porcellana, accompagnate - se proprio non puoi farne a meno - da zucchero, preferibilmente in zollette. Niente limone, per carità! Se proprio vuoi aggiungere qualcosa, gli inglesi suggeriscono un goccio di latte, usanza che nasce dalla convinzione che quest’ultimo impedirebbe al tè di macchiare la porcellana delle tazze. Ma non finisce qui. Se sei pronto a dire (momentaneamente) addio alla tua dieta ipocalorica, abbandonati alla tradizione inglese. Qui il tè viene servito con stuzzichini dolci e salati, di piccole dimensioni. I più tradizionali sono i cucumber, tramezzini con cetriolo, i tipici sandwiches della tradizione inglese, gli egg and cress, tramezzini ripieni di uova sode sminuzzate, maionese e crescione; gli scones che si servono preferibilmente caldi e accompagnati da lemon curd o marmellata di fragole; i buns, panini semidolci con uvetta e cannella. 

Per i dolci, c'è una vasta scelta: la Victoria sponge cake, una torta burrosa e soffice, oppure la Madeira cake dalla consistenza morbida, spesso utilizzata come base per il cake design, la Battenberg cake, un dolce dallo spiccato effetto cromatico, formato da due impasti di colore diverso che vengono alternati e uniti con della marmellata e rinchiusi nel marzapane. E poi ci sono i biscottini alla lavanda e i gingerbread, formati da una pastafrolla aromatizzata con chiodi di garofano, cannella, zenzero e noce moscata. La moda dell'afternoon tea spopola tuttavia anche in Italia. Nel tempo si è trasformata in un appuntamento gourmand: negli hotel di livello c’è addirittura il tea sommelier, vero esperto di degustazioni e abbinamenti. Qui viene offerta una selezione dei tè più pregiati, le cui foglie sono state riposte in bustine realizzate a mano. La bevanda viene accompagnata da tartine salate, focaccine dolci, biscotti di pasta frolla e finger food.

Per celiaci, vegani e intolleranti… una ricetta “senza”

biscottini a bustina di te In caso di celiachia o intolleranze, con quale delizia accompagnare il tè? Ecco una ricetta originale, ma anche semplice e veloce da realizzare, adatta a celiaci, intolleranti e vegani: Biscotti bustine del tè.

Per la frolla senza glutine e vegan:

  • 120 gr di farina di riso finissima
  • 120 gr di farina di grano saraceno integrale
  • 1 pizzico di polvere lievitante a base di bicarbonato e cremor tartaro
  • 100 ml di acqua naturale
  • 90 gr di zucchero di canna integrale
  • 50 ml di olio di riso (o di mais biologico)
  • un pizzico di cannella o scorza di arancia bio

Per decorare:

  • 50 gr di cioccolato fondente (al 60-70%) senza latte
  • filo di cotone o spago per alimenti
  • etichette

Procedimento: Fai sciogliere lo zucchero di canna integrale in 50 ml di acqua e nell'olio: mescola questi tre ingredienti in un pentolino e accendi il fornello a fuoco basso: basteranno pochi istanti. Spegni e lascia raffreddare, mescolando ogni tanto. In una ciotola, setaccia le due farine con la polvere lievitante e la cannella (o la scorza di arancia), aggiungi lo zucchero sciolto in acqua e olio e gli altri 50 ml di acqua, iniziando a impastare. Se è necessario, aggiungi ancora qualche cucchiaio di acqua, fino a ottenere una frolla liscia e lavorabile, che non ha bisogno di riposo in frigo, perché non contiene burro. Stendi la frolla (non troppo sottile) su una spianatoia, ritagliala a forma di bustine da tè: saranno tanti rettangoli, ai quali dovrai smussare i due angoli superiori. Trasferisci le bustine su una teglia ricoperta di carta da forno e con uno spiedino crea un foro sulla sommità. Cuoci i biscotti a 180° per 10-15 minuti. Lascia raffreddare. Nel frattempo, sciogli il cioccolato fondente a bagnomaria e decora le bustine. Quando il cioccolato si sarà completamente rassodato, fai passare il filo di cotone precedentemente tagliato nei forellini e applica le etichette. Servi i biscotti-bustine con un ottimo tè nero

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Written by Letizia Terra

A quattro anni sapevo già scrivere il mio nome, a dieci ho imparato a cucinare, sbirciando tra i segreti di nonna che, con mani sapienti, impastava gnocchi, lasagne e ravioli… ma c’è voluto del tempo prima che le mie due più grandi passioni, scrivere e cucinare, si unissero in un unico posto, il blog. Qui creo, tra sbuffi di farina (di riso) e bicchieri di latte (di mandorla), biscotti, torte, crostate, muffin e pizze, tutto rigorosamente gluten free e per intolleranti. A me piacciono le ricette “senza”, ma buone per tutti! www.senzaebuono.altervista.org

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